Bacheca

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Molto spesso avrai sentito parlare di persone che hanno problemi di bassa autostima, che non credono in sè stesse e che come conseguenza inevitabile non si avventurano mai in qualcosa che potrebbe piacergli per paura di non riuscire. Se anche tu hai problemi di autostima, questo è un articolo che potrebbe interessarti perché ti svelo i 10 passi per poterla migliorare.

Prima di iniziare però è necessario porci una domanda: che cos'è l'autostima?
L' Autostima è l'insieme dei giudizi sul proprio valore personale risultante dall'interazione delle proprie aspettative messe a confronto con i ritorni che arrivano dall'ambiente circostante. Non va confusa con l'Autoefficacia che riguarda i giudizi sulle proprie capacità personali e quindi relative alla sfera del saper fare e non a quella dell'essere.
Fatta questa precisazioni vediamo come migliorare la considerazione di te stesso in 10 passi:

1) Agisci come se avessi fiducia in te stesso

La mancanza di autostima blocca l’azione e l’azione è necessaria per raggiungere i tuoi obiettivi e quindi avere successo. Se non hai stima di te stesso non agisci e di conseguenza non hai successo, perdendo fiducia in te stesso. Come vedi questo innesta un circolo vizioso che necessita di essere interrotto.
In che modo?
Agisci come se avessi fiducia in te stesso, come se fossi sicuro di avere successo. In questo modo, qualsiasi sia il risultato, il solo fatto di aver agito, rappresenta un tuo passo avanti rispetto a prima che ti restituisce una maggiore fiducia.

2) Affidati alle sensazioni positive già sperimentate 

Ti sei mai sentito sicuro di riuscire in qualcosa? Scommetto che almeno una volta nella vita ti sarà capitato. Riesci a ricordare come ti sentivi? Il modo in cui ti sentivi è di fondamentale importanza perché sono proprio le tue sensazioni, il tuo stato d’animo, le tue emozioni che ti hanno dato la forza per raggiungere il risultato desiderato. Quando davanti a te hai una sfida e pensi di non potercela fare, ripensa a come ti sentivi quando ci sei riuscito. Questo ti farà agire nel migliore dei modi.

3) I tuoi standard di riferimento non sono gli altri ma te stesso

Se è vero che può essere utile ispirarsi a qualcuno che rappresenta il tuo punto di arrivo, ricordati che qualsiasi modello deve essere adattato a te stesso. Tu sei unico, perciò non devi copiare gli altri ma ispirarti agli altri sfruttando le tue caratteristiche. Ogni volta che raggiungerai una tappa del tuo percorso sentirai di poter andare oltre ed è quello il momento in cui potrai fissare ad un livello più alto il tuo standard. Ricorda, il miglioramento personale è un processo graduale e continuo.

4) Solo tu puoi giudicarti

Se sei cerchi l'approvazione degli altri, il tuo comportamento sarà condizionato dalla paura di sbagliare e ad ogni piccolo errore la tua autostima si abbasserà, così come la tua voglia di agire. Basati sulla tua soddisfazione per aver agito, per aver tentato e, indipendentemente dai primi risultati, conserverai la capacità di reagire e indirizzare l’azione verso risultati desiderati. L’errore comune è quello di far dipendere la tua autostima più che da quello che tu pensi, da quello che gli altri pensano di te.

5) Fai leva sui tuoi punti di forza e di debolezza

Non essere diverso da quello che sei. Se forzi te stesso ad essere quello che non sei, non ti sentirai a tuo agio, non agirai al meglio delle tue possibilità. Sii te stesso e anziché forzare te stesso ad essere diverso prova piuttosto ad essere ancora di più te stesso. Pensa in quale contesto quelli che oggi consideri i tuoi punti di debolezza possano risultare delle potenzialità e con questa consapevolezza agisci.

6) Per avere successo bisogna accettare l'insuccesso

Se vuoi avere successo devi accettare la possibilità di non avere successo. Cerca la lezione positiva in ogni delusione, ne troverai sempre una. Chiediti sempre cosa hai fatto bene e cosa avresti potuto fare di diverso. Questa è l’unica via verso il miglioramento e il successo.

7) Non cercare di predire il futuro ma agisci per far sì che il futuro sia quello desiderato

Le persone con bassa autostima cercano di immaginarsi il futuro e quello che vedono è il peggior scenario possibile che le porta a trovare delle scuse per non agire. Le persone che confidano in loro stesse sono determinate a far sì che il futuro sia come loro desiderano e agiscono per rendere probabile il futuro desiderato.

8) L’autostima si impara

L’autostima, come tutte le cose, s’impara con la pratica. Più agisci e impari dagli errori, più sarai soddisfatto dei passi avanti e più l'autostima migliorerà piano piano.

9) Vivi sempre coerentemente con i tuoi valori e i tuoi talenti 

Se agisci in contrasto con i tuoi valori perderai la stima di te stesso. L’autostima si alimenta quando sai di agire con coerenza a ciò che ritieni giusto. Seguire i tuoi valori alimenta l’amore per te stesso, l’apprezzamento, l’accettazione, un'immagine positiva, ti fa sentire all'altezza delle tue capacità e dà fiducia a te stesso, sapendo di aver risposto in maniera adeguata alle situazioni importanti. Lo stesso avviene quando sfrutti i tuoi talenti: quando lo fai riesci bene senza sforzo e il successo ti dà fiducia, genera una visione positiva di te stesso e ti fa amare te stesso ancora di più.

10) Dare agli altri aiuta te stesso

Ogni volta che fai un gesto per l'altro, ne fai uno anche per te stesso. Ogni cosa che fai per l'altro ti farà sentire meglio e alimenterà il tuo senso di efficacia e di autostima.

Un saluto

Dr. Matteo Mentuccia

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Navigando sul web mi sono accorto che ci sono tantissimi articoli che parlano di ansia e attacchi di panico strutturati in elenchi di sintomi per riconoscerli. Proprio per questo motivo, ho deciso che te ne parlerò in modo differente, spiegandoti il significato di queste due problematiche ossia quello che rappresentano.

Prima di affrontare il significato dell'ansia e degli attacchi di panico, vediamo però cosa sono e in che consistono.
L'ansia è una condizione fisiologica naturale che è presente in tutte le persone. Generalmente viene considerata un qualcosa di negativo ma è invece un'importante risorsa per te perché producendo uno stato di attivazione dell'organismo, davanti ad una situazione percepita come pericolosa, ti aiuta a proteggerti dai rischi e a mantenere uno stato di allerta per poter affrontare il pericolo o un qualcosa di impegnativo come ad esempio un esame importante.
Quando sei in ansia, ciò che senti è un aumento della frequenza del respiro e del battito cardiaco, sudorazione, tensione muscolare, vertigini, ecc., tutte sensazioni normali che si trasformano in patologiche nel momento in cui diventano eccessive e invalidanti.

Gli attacchi di panico, invece, sono brevi episodi di ansia intollerabile che hanno una durata di 20 minuti circa. Generalmente si presentano improvvisamente come fulmini a ciel sereno quando l'ansia raggiunge dei picchi molto elevati. Quando un attacco arriva, i 20 minuti sembrano non passare mai e sono i più brutti della tua vita perché avverti tachicardia, sudorazione, vampate di calore, sensazioni di soffocamento, senso di svenimento, paura di impazzire e di morire. Quando questo accade l'esperienza vissuta è così brutta che si innesta la paura di sentirti male di nuovo, la paura quindi di doverti trovare un'altra volta a rivivere quelle interminabili brutte sensazioni.

Ora che abbiamo visto cosa sono l'ansia e gli attacchi di panico e in cosa consistono, possiamo dedicarci a capire cosa rappresentano.
Entrambi possono essere considerati semplicemente come dei campanelli di allarme che ti dicono che nella tua vita c'è qualcosa che non va e che necessita di essere sistemata. Quando vivi delle situazioni personali, relazionali, lavorative che ti procurano sofferenza, la tua mente ti da dei segnali. Alcuni di essi possono essere la presenza di disturbi somatici come ad esempio dermatiti, cefalee, problematiche al colon, tutte vie che la tua mente usa per comunicare con te e farti capire che devi assolutamente mettere le mani su ciò che ti sta facendo del male, su ciò che ti sta facendo soffrire. In questi termini, anche l'ansia e gli attacchi di panico svolgono la stessa funzione.

Generalmente la maggior parte della persone, quando è in balia di queste problematiche, si rivolge ad uno psichiatra che con utilizzo dei farmaci tampona i sintomi o li mette a tacere. Ebbene si hai letto bene, TAMPONA e LI METTE A TACERE. Ansia e attacchi di panico, infatti, sono semplicemente sintomi che attraverso i farmaci possono essere messi a tacere. Il problema è che questa è la via giusta per diventare schiavo dei farmaci perché appena smetterai di prenderli, tutti quello che magicamente era sparito, tornerà a farti visita. Questo accade perché gli psicofarmaci non risolvono le problematiche alla radice ma vanno a determinare dei cambiamenti nel cervello che a loro volta nascondono i fastidiosi sintomi. Sia chiaro che non sto dicendo che i farmaci non sono utili, perché in alcuni casi sono necessari. Sto dicendo, invece, che da soli non risolvono il problema e per uscirne completamente devi mettere le mani su quelle situazioni che te lo hanno prodotto e risistemarle. 


Ora che hai capito come funziona, se soffri di ansia, di attacchi di panico o di somatizzazioni varie, abbi il coraggio di affrontare ciò che ti sta danneggiando e se da solo non ce la fai, fatti aiutare da un professionista.
Ricorda anche chiedere aiuto è un atto di coraggio!


Un saluto

Dr. Matteo Mentuccia


Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Parlando con le persone e vedendo alcune interviste che circolano sul web, ho notato che nessuno ha chiaro chi è e di cosa si occupa il Neurologo, lo Psichiatra, lo Psicologo, lo Psicoterapeuta e lo Psicoanalista ed è proprio per questo motivo che ora ti dirò le differenze tra queste figure professionali e di cosa si occupano nello specifico.

Neurologo: è un medico che dopo la laurea in medicina e chirurgia, si è specializzato in neurologia.
Si occupa dello studio e del trattamento dei disturbi del sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) e del sistema nervoso periferico (nervi).
Le patologie di cui si occupa sono: cefalee, disturbi del linguaggio, disturbi del movimento, epilessia, infezioni del cervello e del sistema nervoso periferico (encefalite, meningite, ascessi cerebrali), malattie cerebrovascolari (ictus), malattie neurovegetative (Alzheimer, Parkinson, Sclerosi laterale amiotrofica), sclerosi multipla, problemi al midollo spinale (malattie infiammatorie e autoimmuni).
Si occupa quindi della cura di quelle patologie derivanti da problemi fisici o lesioni del sistema nervoso centrale e periferico.

Psichiatra: è un medico che dopo la laurea in medicina e chirurgia, si è specializzato in psichiatria.
Si occupa della cura dei disturbi mentali considerati come derivanti dal funzionamento anomalo del cervello e quindi trattabili, in quanto organo, con psicofarmaci.
I disturbi di cui si occupa sono ansia, attacchi di panico, depressione, disturbi dell’umore, ecc.

Psicologo: è un professionista laureato in psicologia e iscritto all’albo degli psicologi dopo il superamento dell’esame di stato per ottenere l’abilitazione.
Si occupa di prevenzione, diagnosi, promozione della salute, abilitazione, riabilitazione e sostegno psicologico rivolto al singolo individuo, alla coppia, al gruppo o alla comunità.
Si occupa, inoltre, dello studio dei processi mentali che determinano il comportamento umano e di conseguenza ciò che lo determina.
Non può prescrivere farmaci.

Psicoterapeuta: è un medico (laurea medicina e chirurgia), uno psichiatra (specializzazione in psichiatria) o uno psicologo (abilitato alla professione) che ha intrapreso un percorso formativo in psicoterapia tramite una scuola di specializzazione pubblica o privata riconosciuta dal Miur.
Si occupa della cura dei disturbi psicologici, degli stati di disagio e sofferenza mentale individuandone le cause e lavorando per la risoluzione delle stesse al fine del ritorno al benessere della persona.
I disturbi mentali di cui si occupa sono gli stessi dello psichiatra (ansia, attacchi di panico, depressione, disturbi dell’umore, ecc.) ma partendo da un punto di vista psicologico e non di malfunzionamento del cervello. All’occorrenza, in caso lo psicoterapeuta sia un medico o uno psichiatra, può adottatore anche l’approccio organico con l’ausilio di farmaci.
Esistono diversi approcci psicoterapeutici (dinamico, cognitivo-comportamentale, sistemico relazionale, gestaltico, bioenergetico, ecc.) che spiegano la causa dei disturbi e della sofferenza psicologica partendo da punti di vista differenti.

Psicoanalista: è un medico, uno psichiatra o uno psicologo che ha intrapreso un percorso formativo in psicoanalisi, una tipologia di psicoterapia derivante dalle idee di Sigmund Freud e dai suoi successori.
Come lo psicoterapeuta si occupa cura dei disturbi psicologici, degli stati di disagio e sofferenza mentale partendo dalle idee della psicoanalisi.
A questo punto ti starai chiedendo: e quindi? La differenza sostanziale qual è? E se ho bisogno di aiuto a chi devo rivolgermi?
Beh innanzitutto puoi chiedere un consiglio al tuo medico di famiglia che in base alla problematica da te raccontata dovrebbe saper indicarti il professionista più adatto alle tue esigenze.
Detto questo, in caso di disturbi, è buona norma fare degli accertamenti medici per escludere eventuali cause organiche. Se scopri che la causa è organica (come quelle sopra elencate) allora il professionista che fa al tuo caso è il neurologo. Per tutti gli altri disturbi mentali o sofferenza psicologica, non dovuti a cause organiche; il mio consiglio è quello di rivolgerti ad uno psicoterapeuta.
Non importa l’approccio, quello che determina il cambiamento nella persona non è l’approccio ma sono altri fattori (magari più avanti scriverò un articolo su questo).
In caso occorra anche un ausilio farmacologico, se lo psicoterapeuta è anche uno psichiatra, provvederà lui stesso a consigliarti una cura farmacologica, se non lo è, può inviarti da uno psichiatra chiedendo una consulenza farmacologica. In questo caso avrai due professionisti che si occupano di te, uno per la parte psicologica e uno per la parte farmacologica.
Spero che questo articolo abbia chiarito le tue idee.

Un saluto

Dr. Matteo Mentuccia

Studio Kosmos

Per prenotare un incontro compila il form che trovi nella pagina contatti; le tue risposte ci aiuteranno ad individuare il professionista più adatto alle tue esigenze. Verrai presto ricontattato direttamente dal tuo consulente di riferimento con il quale effettuerai il primo incontro. Successivamente verranno concordati i termini di una eventuale presa in carico.