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“I risvolti psicologici della quarantena in seguito all'emergenza da Covid-19”

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Quali sono gli effetti psicologici del Covid-19? Quando tutto sarà finito come reagirà la mente? Il rischio di un Disturbo da Stress Post Traumatico è reale quindi la parola chiave è RESILIENZA.

Dal mese di Marzo la vita di tutti noi è cambiata assistendo alla pubblicazione di Decreti ministeriali del Presidente del Consiglio sempre più restringenti.
Ci è stato detto di non recarci più a lavoro, di non andare più a scuola, di non recarci più in palestra, di non andare più a correre o al centro commerciale, al parco, di non incontrare più gli amici, né tanto meno i nostri cari.

Per quale motivo è stato necessario rinunciare alla nostra libertà?

Il motivo è invisibile, un virus che non possiamo percepire ma che sta mietendo tante vittime in tutto il mondo. Restando chiusi in casa, uscendo solo per motivi strettamente necessari e con le dovute cautele (mascherine, guanti e distanza di sicurezza) si riduce il rischio di essere contagiati.

In questo scenario di limitazioni che la legge ha stabilito, la tecnologia è diventata la nostra migliore alleata, costringendo anche chi aveva poca dimestichezza con smartphone, tablet e pc a familiarizzare con essi, con lo scopo di restare collegati con il mondo. Ecco allora che si è iniziato a lavorare da casa con la formula dello smart working, gli studenti hanno iniziato a fare scuola in videoconferenza, tutti siamo ricorsi alle videochiamate per poter comunicare.

Ma quali saranno gli effetti psicologici della quarantena?

Gli occhi sono puntati sulla salute fisica ed è giusto in un momento di emergenza ma guardiamo anche l’altra faccia della medaglia.
Ognuno di noi era abituato a ritmi frenetici, tra lavoro, scuola, famiglia, impegni con gli amici, hobby e le 24 ore erano a volte anche poche per stare dietro a tutto. All'improvviso abbiamo dovuto rinunciare a tutto ciò, costretti a casa e a tempo pieno con i nostri familiari, partner o da soli.
Inizialmente magari siamo stati “contenti” di poterci riposare un po’ ma nessuno immaginava la gravità della situazione e il suo perdurare così a lungo.

Ogni giorno veniamo bombardati da informazioni e la speranza è che ci venga detto che è tutto finito e che possiamo finalmente riappropriarci della nostra vita. Invece no, tra informazioni spesso divergenti tra loro, la vecchia vita sembra ormai un ricordo lontano e tutti siamo chiamati a riformulare le nostre priorità e le nostre abitudini.Il mondo non sarà come lo abbiamo lasciato: la spensieratezza che precedeva il lockdown ha lasciato il posto alla paura. Si ha timore di andare al supermercato, di prendere un mezzo pubblico, di incontrare un amico, di fare qualsiasi cosa che prima era automatica. Nel prossimo futuro ogni nostra azione diverrà ragionata e dovremo imparare a convivere con emozioni quali l’ansia, l’angoscia, la tristezza.

La mente umana necessita di tempi adeguati per metabolizzare gli eventi, dargli un senso ed accettarli: il Covid-19 rappresenta sicuramente un trauma per ciascuno di noi perchè ha posto una frattura tra un prima e un dopo. Infatti, nella vita che vivremo la memoria ci riporterà costantemente ai momenti pre-pandemia e non potremo non provare un senso di sopraffazione perché la nostra capacità di autodeterminazione verrà messa a dura prova.

In seguito all'esposizione a eventi del genere è possibile sviluppare un Disturbo da Stress Post Traumatico (PTDS). La parola d’ordine, allora, diventa RESILIENZA, intesa come capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici e/o stressanti, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità, senza soccombere.

È imprescindibile non lasciarsi abbattere dal cambiamento ma trarne insegnamento per la vita futura!

Un saluto.

Dr. Matteo Mentuccia

Ultima modifica il Venerdì, 08 Maggio 2020 15:05

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